Che aspetto hanno le quote?
Quote di 2,20 e 3,60 sono solo due numeri: è ovvio quale esito sia più probabile, ma non quanto. Mettili su una ruota e la risposta diventa un’immagine. Premi GIRA!:
La ruota, così come viene presentata, rappresenta una partita di calcio con quote di 2,20, 3,60 e 3,70: vittoria in casa al 45 per cento circa, pareggio al 28 e vittoria in trasferta al 27:
Dalle quote a un peso
Le quote decimali sono l’inverso di una probabilità: dividi 100 per la quota e ottieni la percentuale implicita. Usa quel numero come peso:
- Quota 2,20 → 100 ÷ 2,20 = 45 →
Vittoria in casa|x45. - Quota 3,60 → 100 ÷ 3,60 = 28 →
Pareggio|x28. - Quota 3,70 → 100 ÷ 3,70 = 27 →
Vittoria in trasferta|x27.
In questo caso la somma è 100 perché i valori sono stati arrotondati. Le quote reali superano 100: la differenza è il margine del bookmaker e la ruota lo mostra con fette leggermente più ampie rispetto alle probabilità effettive.
A cosa serve
- Capire cosa significa davvero una quota prima di crederci.
- Insegnare le quote: gli stessi tre numeri, rappresentati da tre fette, si spiegano da soli.
- Confrontare due mercati affiancati: apri la pagina due volte.
- Risolvere una previsione tra amici, usando la ruota come arbitro.
- Qualsiasi domanda con probabilità note: il risultato di un esame, le previsioni del tempo, una moneta truccata.
Contare i giri
Contatore tiene il conto dei risultati e li confronta con quanto indicato dalle quote. Cento giri bastano per capire che il 28 per cento non è «raro»: è più di una volta su quattro:
È un’immagine della probabilità, non un consiglio: la ruota non sa nulla delle squadre e quello che fa qui non è una scommessa.
